Il Metodo Ayrton

Il Metodo Ayrton

Il Metodo Ayrton

Il Metodo Ayrton

“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita.” Ayrton Senna 

Esistono delle volte persone predestinate. Persone nel cui destino c’ è scritto che faranno qualcosa di unico,incredibile ed eccezionale.

Persone che con le loro azioni, i loro gesti e comportamenti sono in grado di cambiare le sorti di molte persone,di regalare un emozione ,una gioia anche se non le conosci di persona.

Persone dal aspetto tranquillo ma con un diavolo in corpo. Persone che non le puoi legare né incatenare ad un percorso che altri hanno deciso per loro. Persone che danno un senso forte alla parola : forza di volontà .

Oggi ti parlerò di una leggenda, di un mito vivente …di un brasiliano diventato famoso senza giocare a calcio,di un brasiliano atipico…non il solito povero cristo nato in una situazione disagiata ma un brasiliano che pur avendo avuto tutto fin dalla nascita ha voluto vivere della sua più grande passione….le corse !

Oggi ti parlerò semplicemente dell Più Grande Pilota di Formula 1 Di Sempre…Ayrton Senna!

Per i brasiliani , che l’hanno amato anche più’ di Pelè , era il simbolo della riscossa contro le ingiurie e miserie della vita perché  regalava emozioni perché rischiava e perché si batteva e vinceva!

Figlio di una famiglia estremamente facoltosa brasiliana , a soli 2 anni i genitori gli regalano il suo primo kart.

Super competitivo fin da bambino tanto che perdere lo faceva stare male , in lui albergava solo l’idea della vittoria e grazie a quello spirito si applicava più’ dei suoi rivali.

Si allenava duramente fino a raggiungere e superare il livello necessario per battere i suoi avversari.

Del suo primo amore, i kart, ben presto inizia a conoscerne tutti i segreti. In principio non era un fenomeno , tutt’altro , addirittura non sapeva guidare , ma grazie agli insegnamenti del suo fido amico e maestro il Tche e all’allenamento , ben presto apprende tutti i segreti per ottenere il massimo da questo mezzo.

Infatti l’allenamento era la sua scuola e i kart erano  la sua passione e il mezzo per poter primeggiare. Cura in modo maniacale ogni dettaglio per aumentare le sue possibilità di vittoria, li smonta e li rimonta per conoscerli più’ a fondo e per farli rendere al massimo.

Non trascura alcun dettaglio. Cosi’ la sua dedizione e il suo impegno lo premiano e fin da giovane arrivano le prime vittorie .

Ma per affrontare i migliori e coronare il suo sogno, correre e vincere in formula 1 , deve andare in Europa e gareggiare coi migliori.

Tu non ci crederai ma inizialmente non è stato cosi’ facile per il giovane Ayrton, infatti i genitori erano contrari e opposero fortissime resistenze, però la testardaggine e l’insistenza di Ayrton alla fine li convinse e dettero il loro benestare affinché’ si trasferisse in Europa.

Cosi’ nel 1978 a soli 18 anni giunge in Europa , a Milano, ed inizia a fare il collaudatore di kart per una piccola squadra la Dap. Esatto , hai capito bene! Lui ,che in Brasile è già considerato un campione ,  arriva a Milano e va a fare la gavetta rodando i motori di kart.

Ora devi conoscere un’ aneddoto un piccolo aneddoto che avrebbe potuto cambiare radicalmente il destino del futuro campione brasiliano : arrivato alla Dap la prima guida tale Terry Fullerton   lo prendeva in giro, diceva che non era buono, lui aveva l’ordine dai meccanici della scuderia di testare i motori e andare piano, la cosa lo faceva soffrire e per poco non se ne sarebbe tornato in Brasile se il suo amico e meccanico il Tche , con lui a Milano, non l’avesse spronato e convinto a rimanere.

Nel 1980 si presenta un’altra grande opportunità: correre  per la formula Ford, trampolino di lancio per arrivare nella più’ ambita formula 1. Deve trasferirsi a Londra, ma i genitori sono contrari , non vogliono. Ayrton non si arrende, non demorde! Vende tutto ciò che ha per monetizzare e finanziare il suo trasferimento in Inghilterra : l’auto, la moto, il computer…racimolò più’ soldi possibili e riusci’ ad andare in formula Ford. Prende un’appartamento vicino alla pista, passa tutta la giornata a provare la macchina. Vive a Londra con la moglie , da cui poco tempo dopo si separerà, in condizioni difficili considerando che in Brasile la ricca e facoltosa famiglia possiede ville con piscina, maggiordomo e tanti comfort….ma lui non molla e va avanti! Quell’anno in pista vola e vince 12 su 20 gare!!! Ed è solo un esordiente!

La sua famiglia sempre contraria alle sue ambizioni professionali lo convince a tornare in Brasile, il padre gli acquista un’attività ( un negozio di ferramenta), lui per un pò cede ma…è apatico non è la solita persona vitale e piena d’energie….poi un bel giorno ( sono passati circa 4 mesi dal suo ritorno in Brasile) capisce che non ne può più’ , non è la vita che vuole per se e contro il parere dei genitori torna in Europa.

Insomma il desiderio di correre vince su tutto sui divieti imposti dalla sua famiglia e su qualsiasi altra cosa! Perchè Ayrton sà ciò che vuole e non si ferma di fronte a nulla! Torna a Londra dove riprende a correre nelle categorie inferiori , vince e ben presto arriva finalmente in formula 1.

E’ il 3 Giugno 1984 , Gran Premio di Montecarlo, e un debuttante Ayrton si fa conoscere al mondo intero per le sue doti che lo renderanno celebre al mondo intero. Con una macchina modesta la Toleman, parte dalla settima fila , con il tredicesimo tempo, davanti ci sono campioni già affermati come Prost,Lauda, Piquet,Mansell che guidano monoposto molto prestigiose e piu’ competitive della sua. Ma quel giorno avviene una cosa : una pioggia copiosa, un vero e proprio diluvio.

Quel giorno , dopo una rimonta spettacolare , arriverà secondo solo perché Prost che in quel momento era in testa alla corsa chiese e ottenne dai giudici di gara di interrompere il gran premio per la troppa pioggia. Mentre il prudente  Prost si ferma vittorioso davanti alla bandiera rossa ( che indica la sospensione della gara) e quella a scacchi, Senna sfreccia  davanti furioso a braccia alzate come a dire : oggi è come se avessi vinto io!

E mentre nei box della sua scuderia si festeggia un secondo posto insperato ma al tempo stesso tanto prestigioso, l’artefice di questo successo, Ayrton si sente disperato e deluso, come derubato di una vittoria che avrebbe meritato.

Quel giorno sfiora il miracolo e mostra tutte le sue qualità soprattutto in condizioni difficili come sotto la pioggia abilità appresa quando da ragazzino correva coi kart.

Infatti un giorno venne battuto da un altro ragazzino che lo prese in giro “sei forte sull’asciutto ma sul bagnato sono piu’ forte di te”…Ayrton allora ogni volta che pioveva si allenava più’ duramente e con maggiore determinazione e passione apprendendo come andare forte quando gli altri rallentavano, come frenare senza toccare i freni ma solo decelerando e sollevando il piede dall’ acceleratore. Insomma da una sconfitta giovanile aveva gettato le basi per i suoi successi futuri che gli valsero in seguito l’appellativo di : mago della pioggia.

Arriviamo al 1988 e finalmente Ayrton dopo una gavetta durata 4 anni in formula 1 pur guidando auto meno competitive dove aveva ottenuto alcuni prestigiosi successi, viene ingaggiato dalla scuderia leader : la McLaren

Gli inizi non sono facili, il suo compagno di scuderia è un campione già affermato e scaltro come Alain Prost col quale inizierà fin da subito a duellare in scontri epici al limite del corretto. Il “benvenuto” lo riceve il primo giorno di prove quando sta svolgendo dei test in pista e  va dritto in una curva. Infatti il giorno prima Prost aveva usato la stessa auto per i test e non aveva avvertito i meccanici di aver usurato completamente i freni.

Nascerà una rivalità epica. Quell’anno Ayrton riuscirà al suo primo anno alla McLaren a trionfare diventando campione del mondo. Tutta quella gavetta , l’allenamento costante , la voglia di migliorarsi,l’impegno e i sacrifici l’avevano fatto crescere e portato ad essere il campione che noi conosciamo.

“La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perché qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammino. Ma solo così puoi imparare: dai tuoi errori. E’ questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell’abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più.” Ayrton Senna

Il Metodo Ayrton

Quando era in pista sapeva che doveva indossare una maschera , era volutamente serioso e non voleva mostrare emozioni , proprio lui che nella vita privata era cosi’ estroverso e solare !

Era un pilota meticoloso che della vettura studiava tutti i particolari : il motore , la messa a punto ,le gomme, la telemetria,aereodinamica proponendo soluzioni e modifiche ai meccanici ed agli ingegneri del suo team.

Ma prima ancora di salire in macchina Ayrton pensa alla pista , infatti prima di ogni gara alla fine della giornata che precedeva le prove di un gran premio , preparava mentalmente la corsa percorrendo a piedi tutto il tracciato , memorizzando ogni curva, analizzando ogni cordolo, ogni centimetro d’asfalto.

Prima della macchina preparava la mente e memorizzava i punti da percorrere velocemente e quelli invece dove prestare massima attenzione perché più’ pericolosi. Non trascurava nulla!

Era una sorta di esercizio mentale fatto di meditazione e immaginazione : visualizzava la gara ancor prima di correre e immaginava i punti dove poteva andare forte da quelli dove doveva decelerare. Era come se stesse gareggiando sul serio, preparava la corsa ancor prima di gareggiare davvero.

Pacato ed educato fuori dalla pista quando gareggiava si trasformava , diventava aggressivo e sembrava un’altra persona . Se fuori dalla pista appariva come un santo dentro diventava un pò un diavolo.

“C’è una certa dose di rischio nelle corse automobilistiche e la F1, come sapete, fa parte di queste corse. Così quando guidi, fai le prove o corri sei esposto a dei rischi. Ci sono rischi calcolati e altri che provocano situazioni inaspettate. E tu puoi non esserci più, cosi, in una frazione di secondo. In questo modo capisci che tu non sei nessuno. All’improvviso la tua vita può finire. Ciò fa parte di questo mestiere, o lo affronti da professionista, in modo distaccato o altrimenti lasci perdere e smetti e si da il caso che io ami troppo quello che faccio per lasciare semplicemente perdere; non posso è parte della mia vita” Ayrton Senna

Accettava il rischio e si preparava meticolosamente per ridurre al minimo le probabilità di errore in uno sport, come quello delle corse, dove il rischio e la possibilità che un incidente possa trasformarsi in qualcosa di fatale all’epoca erano elevatissime.

Si è battuto per innalzare gli standard di sicurezza per sè e per i suoi colleghi e quel maledetto giorno di Maggio nel gran premio di San Marino caratterizzato nelle giornate precedenti per un incidente mortale ad un suo collega Roland Ratzenberger lui era in prima fila a fare da portavoce dei piloti presso i vertici della federazione automobilistica per chiedere modifiche che garantissero più’ sicurezza per tutti. Quel giorno, il 1 maggio 1994 lui non voleva correre ma sapeva di essere il leader , il campione e voleva dare l’esempio….quel giorno Ayrton diventava immortale.

Prima di salutarti , dopo questa splendida canzone di Lucio Dalla , vorrei che fissassi alcuni aspetti che hanno permesso di raggiungere ad Ayrton i suoi obbiettivi :

  • dedizione e passione in ciò che fai : era talmente innamorato delle corse che è riuscito ad affrontare e superare grandi ostacoli come ad esempio i divieti imposti dalla sua famiglia. Sulla tua strada incontrerai moltissime persone che ti diranno di lasciar perdere , tu di’ di SI e vai avanti per la tua strada.E quando insistono adotta il mantra! 😉
  • professionalità e caparbietà : dopo ogni sconfitta Ayrton si impegnava ancor più di prima , migliorando continuamente. Cosi’ devi fare anche te sii caparbio e non fermarti di fronte agli ostacoli, trova sempre una soluzione per superarli è cosi’ che acquisirai una mentalità da vincente !
  • preparazione mentale e fisica : due aspetti fondamentali che ti consentiranno di affrontare al meglio in qualsiasi circostanza e obbiettivo che desideri raggiungere. Una preparazione fisica e mentale accurata ti consentirà di vivere meglio e sentirti più’ sereno e calmo anche se tutto intorno a te è caotico.
  • meticolosità e applicazione : Ayrton sviluppava uno stile di guida in continuo miglioramento.Analizzava con meticolosità tutti gli aspetti del veicolo e trovava  soluzioni pratiche anche quando era sfavorito. Cerca di essere meticoloso e continua ad applicarti cosi’ aumenterai le tue probabilità di successo.

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Have a Great Day

William

 

 

 

 

Dedizione