Come creare un business di successo

Come creare un business di successo

Come creare un business di successo : La Storia Di 3 Imperi Costruiti da 0

Come creare un business di successo

Oggi per ispirarti ti racconterò 3 storie di 3 persone normali che partendo da 0 hanno saputo creare 3 floridi e ricchi business di successo.

Ti parlerò di una  ragazzina squattrinata, di un senzatetto e di un immigrato che viveva di buoni pasto.

“È duro fallire, ma è ancora peggio non aver cercato di avere successo” Theodore Roosevelt

Le storie che sto per raccontarti sono le vite di 3 persone che hanno deciso di mettersi in discussione, hanno toccato il fondo ma hanno rischiato, hanno affrontato varie difficoltà e, con il lavoro, il metodo e la costanza, hanno creato dei piccoli e grandi imperi.

La Ragazzina Squattrinata che rovistava nella spazzatura

Come creare un business di successo

La ragazza che vedi nella foto si chiama Sophia ed è la fondatrice del multimilionario impero americano on-line  della moda  Nasty Gal che ad oggi fattura oltre 100 milioni di dollari all’anno!

Se stai pensando: ” com’è possibile che una ragazza cosi’ giovane e attraente sia a capo di un impero del genere? Sicuramente c’è sotto qualcosa,  sarà figlia di….”

Fattelo dire, sei fuori strada amico! Non è la classica figlia di papà come ai soliti malpensanti piace credere.

Sophia Amoruso, prima di creare da zero il suo business di successo, era una giovane squattrinata e con poca voglia di studiare. Per muoversi faceva spesso l’autostop, rubacchiava nei grandi magazzini e si è anche trovata a rovistare tra i cassonetti della spazzatura. Sophia ha 22 anni quando decide di provare a sfruttare la sua grande passione per gli abiti vintage e tenta di renderla redditizia.

Anzichè rassegnarsi ad un anonimo e poco gratificante lavoro impiegatizio decide di aprire un negozio su Ebay.

Ok, lo sò, ti conosco bene. Tu frignino malpensante di turno, sò cosa stai per dire: ” ha avuto una botta di culo incredibile, dato che è anche una bella fi*a,  e avrà trovato il riccone che l’ avrà aiutata a trasformare il negozietto su Ebay nel mega e-commerce di ora!”

Sbagliato!!!! Sei ancora fuori strada amico mio. :-)

Siamo nel 2006 inizia la sua avventura imprenditoriale acquistando un libro per newmbie (persone alle prime armi) dove apprende come avviare il suo negozio Ebay.

“Mi è stato detto che la strada per il successo dovesse passare da un diploma, seguito da un lavoro, ma io continuavo a provarci e a fallire” Sophia Amoruso

Gli inizi sono duri per Sophia, fa tutto da sola, compra i capi nei negozietti a buon mercato per poi rivenderli sul suo negozio on-line, scatta le foto agli abiti, cura in prima persona l’aspetto del copywriting scrivendo le descrizioni dei prodotti e fa da magazziniere, imballandoli e spedendoli ai clienti.

Costruisce la sua base di clienti usando i social, prima con una pagina su Myspace e poi, in seguito, con Facebook.

Ogni amicizia acquisita sui social la utilizzava per aumentare le visite al suo negozietto on-line.

Si prende cura della sua clientela, non cerca di rifilare loro ciò che le fa comodo ma li ascolta.

Annota ciò che loro vogliono, le loro esigenze. Se qualcuno lasciava un commento, lei si premurava di rispondergli in maniera gentile ed educata.

E’ cosi’ che inizia a conoscere sempre piu’ in profondità i suoi clienti, i loro gusti: rimanendo sempre in ascolto e….il suo business cresce.

Nel 2008 decide di cambiare ancora e di affrontare una nuova sfida, abbandona Ebay e fonda il suo sito online con l’aiuto di un amico programmatore, vecchio compagno delle scuole medie.

L’approccio di business utilizzato da Sophia è ponderato : un passo alla volta. Cosi step by step, crescendo piano piano, impara a conoscere i capi che vanno da quelli che nessuno vuole, si amplia e, da negozio di nicchia che offriva solo capi vintage, inizia a proporre anche abiti a buon mercato di giovani stilisti.

E’ cosi che l’azienda di Sophia passa da fatturare 150 mila dollari all’anno a fare il doppio di quella cifra e solo in una giornata di lavoro!

Se ti stai domandando perchè ho caricato un video di Sophia mentre si fa una birretta?

Beh, adoro la sua ironia, ho un debole per lei e perchè una birretta ci sta sempre. :-)

Scherzi a parte, se vuoi approfondire la sua storia e leggere un bel libro dove puoi scoprire come imparare dai tuoi errori e da quegli degli altri, se vuoi apprendere le domande giuste da fare senza considerare le risposte (che riceverai) come oro colato, se desideri comprendere le tue debolezze e sfruttare i tuoi punti di forza, ti consiglio di acquistare #girlboss.

Il libro di Sophia è un libro pieno di energia e ottimi consigli di una ragazza semplice che ha creato un impero da zero e senza l’aiuto finanziario di nessuno.

Ma ora passiamo alla seconda storia di successo.

Il Senzatetto che viveva nella sua macchina

Questa è la storia di John un ragazzo che inizia a lavorare fin da giovanissimo. Infatti, dopo la separazione dei suoi genitori, per sbarcare il lunario e aiutare in famiglia si barcamena tra un lavoro e l’altro.

Venditore porta a porta, portinaio, dipendente di una lavanderia, insomma, John non è mai stato il tipo di persona che se ne stava con le mani in mano e non è neanche uno che si scoraggiava facilmente.

Vuoi sapere il motivo di questa premessa?

A 20 anni si ritrova senza lavoro, la moglie lo abbandona e per giunta deve provvedere da solo al figlio di 3 anni.

Per sopravvivere e dare da mangiare al piccolo si riduce a raccogliere bottiglie di plastica, dorme in macchina e si lava nella piscina pubblica. Pranza in una tavola calda che offre uova e tost per 99 centesimi e cena in un ristorante messicano che offre prezzi irrisori prima delle 17.30.

Vuoi sapere come si chiama questo sventurato?

Come creare un business di successo

Sto parlando di John Paul DeJoria co fondatore della Paul Mitchell, una delle più’ importanti aziende americane di prodotti per la cura dei capelli, attualmente al 234 posto come uomo più’ ricco al mondo secondo la rivista Forbes ed un patrimonio stimato in oltre 3 miliardi di dollari.

Ma ritorniamo a prima che fondasse il suo impero multimilionario.

John non molla e non si arrende, inizia a fare il venditore porta a porta di enciclopedie dove impara a gestire i rifiuti ed incassare i tanti NO senza mai arrendersi.

E’ grazie a questa esperienza che apprende come trasformare i NO in SI! Non si lascia scoraggiare da tutte le porte che gli vengono chiuse in faccia ma reagisce e alla soglia dei 30 anni conosce Paul Mitchell col quale fonderà l’omonima azienda.

Fermati, so già che stai per dire qualcosa del tipo: “Conosce Paul Mitchell che sta bello carico di grano e inizia a fare la bella vita”

Ti sbagli! :-)

Paul e John sono due spiantati, quasi al verde e hanno da poco perso entrambi il lavoro. Hanno la fantasmagorica cifra di 700 $ quando fondano la loro azienda e partono con 3 linee di prodotto. Le prime settimane le trascorrono in strada andando salone per salone alla ricerca di clienti.

Sai perchè?

No, non per tenersi in forma ma solamente perché un investitore che aveva promesso loro mezzo milione di dollari per avviare la loro attività, poi, sul più bello, si era tirato indietro.

E sai cosa hanno fatto John e Paul?

Sono andati avanti senza frignare, senza lamentarsi o piangersi addosso ed è cosi che sono riusciti a piazzare i loro primi prodotti e a guadagnare i loro primi clienti. Hanno fatto cosi per 2 anni, vendendo porta a porta i loro prodotti e piano piano sono riusciti a creare un impero e hanno portato la loro azienda ad essere tra i leader del mercato per la cura dei capelli.

“Il piu’ grande ostacolo è il rifiuto. Qualsiasi attività inizierai, preparati al rifiuto. La differenza tra una persona di successo ed un fallito: una persona di successo fa tutte quelle cose che un fallito non vuole fare. Quando ti sbattono in faccia 10 porte, vai alla porta numero 11 con entusiasmo e con il sorriso in faccia” John Paul DeJoria

John ha imparato molto da tutte le porte che gli sono state sbattute in faccia, ha sviluppato un elevato grado di resilienza e ha imparato a combattere fino all’ultimo round. Ha subito tante umiliazioni e patito mille avversità ma ha saputo apprendere dalle proprie sconfitte e ha compreso come reagire a qualsiasi difficoltà si parasse sulla sua strada!

Non si è limitato a sognare un futuro migliore per sé e suo figlio ma ha agito, giorno dopo giorno, costruendo il suo successo un pezzettino alla volta.

L’immigrato che viveva di buoni pasto

La terza e ultima storia è quella di Jan un immigrato ucraino che non aveva neanche i soldi per pranzare. Jan abbandona la sua terra, all’epoca l’ Unione Sovietica, e a 16 anni e arriva con la famiglia negli Stati Uniti. Lui e sua madre vivevano in una situazione di povertà estrema e l’unica cosa che gli permetteva di sopravvivere erano i food stamps ovvero i buoni pasto forniti dal governo americano alle famiglie piu’ povere.

A scuola viene emarginato perchè nato in un paese all’epoca nemico degli Usa. Lui è un tipo introverso ma curioso che non si lascia abbattere di ciò che i compagni di scuola pensano di lui. Fregandose dei giudizi degli altri e coltivando una grande passione per tutto ciò che è l’ambiente informatico ben presto viene accolto in una comunità di hacker dove impara i segreti della programmazione.

Fermati, so già che stai per dire qualcosa del tipo: ” Beh sto zingaro sarà entrato sul conto corrente di qualche riccone spazzolandogli fino all’ultimo centesimo”

Sbagliatoooo! Ti piacerebbe caro amico rosicone?! eeheheehhe :-)

Jan va all’università, si mantiene agli studi lavorando come collaudatore di sicurezza alla Ernst & Young, poi, nel 1997 viene assunto da Yahoo.

Te l’ho raccontato che ha abbandonato gli studi di ingegneria?

No? Hai ragione. Infatti devi sapere che un bel giorno si ruppe uno dei server di Yahoo e ricevette la telefonata direttamente da uno dei co-fondatori, David Filo, il quale lo mise di fronte ad un bivio : vuoi dare priorità al lavoro o agli studi accademici?

Scelse la prima opzione.

Nel 2000 mori’ sua madre e ricevette il sostegno e l’aiuto di un suo collega in Yahoo, Brian col quale si venne a creare una profonda amicizia ed è con lui che avvierà la futura azienda.

La loro impresa imprenditoriale nasce nel 2007 quando decisero di abbandonare il posto di lavoro in Yahoo che oramai consideravano deprimente. Si presero 1 anno sabbatico per girare il mondo e “caricare le batterie”.

Nel 2009 le competenze acquisite da Jan e Brian incontrarono l’oggetto che diede inizio alla più grande invenzione degli ultimi anni. Comprarono un I-Phone e si accorsero che l’appena nato mercato delle app era un terreno vergine dove poter creare qualcosa di immensamente utile per le persone, qualcosa che avrebbe stravolto le loro abitudini in meglio.

Vuoi sapere di chi sto parlando e cosa ha inventato?

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Sto parlando del creatore della app di messaggistica più’ scaricata e utilizzata al mondo  WhatsApp e del suo creatore Jan Koum. Nel 2014 lui  ed il suo socio Brian Acton hanno venduto la loro creazione per la modica cifra di 19 miliardi di dollari a Facebook.

Vuoi sapere un’ aspetto ironico di questa vicenda?

Entrambi, alcuni anni prima, erano stati rifiutati per un posto di lavoro dall’azienda di Mark Zuckerberg.

Te l’ho detto dove hanno firmato l’accordo per la cessione delle loro quote azionarie?

Presso  l’ex ufficio dei servizi sociali di North County dove Jan assieme a sua madre, da giovane, si metteva in coda per ritirare i buoni pasto.

“Alcune persone sognano il successo… mentre altre si svegliano e lavorano sodo.” Anonimo

Il successo Jan l’ha costruito prima da autodidatta, imparando il linguaggio di programmazione, poi migliorando le sue competenze entrando nella comunità di hacker e conoscendo nomi illustri tra cui il fondatore di Napster, infine ha sfruttato le risorse che aveva a disposizione per mettere a punto l’algoritmo della sua app.

Di quali risorse sto parlando?

Wikipedia! Esatto ha usato wikipedia per trovare il sistema per far comunicare i codici dei vari cellulari di tutto il mondo.

Se sei il classico piangina lamentoso, uno dei tanti frignoni che incontro in giro, penso che o starai trovando l’ennesima scusa per sminuire l’operato di una di queste persone di cui ti ho raccontato la storia oppure non sei arrivato fino a qui.

E la cosa non me ne frega nulla! :-)

Ma se dentro di te senti qualcosa, se hai capito che puoi fare di più, puoi crescere maggiormente come persona, allora  spero che queste 3 storie ti siano state d’aiuto e d’ispirazione perché ricorda che non è mai troppo tardi per dare una svolta alla propria vita.

Have a Great Day

William

 

 

 

 

 

  • Francesco

    Ciao William, le storie che hai raccontato sono belle e danno morale.
    Pensi che in Italia sia possibile creare da 0 un’ attività imprenditoriale che sia sostenibile?

    • Ciao Francesco , si è possibile però bisogna valutare con attenzione in quale settore operare per creare una nuova attività.

  • essereal

    3 STORIE DAVVERO ISPIRANTI.
    Complimenti William, davvero un nell’articolo!

    • Grazie Mirando mi fa molto piacere. :-)